Lezione n°15: Ringrazia…il senso di colpa


Ed eccoci alla lezione di questo mese.

Dal conflitto di cui abbiamo parlato la volta scorsa, passiamo ora a esplorare il senso di colpa.

Un’ emozione forte che spesso determina blocchi nella nostra vita.

Come me anche tu molto probabilmente avrai vissuto almeno una volta nella tua vita un senso di colpa.

E’ naturale provare ciò, fà parte della vita, ma quando c’è un qualcosa che frena allora è preferibile capire come fare per sciogliere quel nodo che ci impedisce di stare bene con noi stessi e gli altri.

Io da bambina, ma anche da adulta ho fatto esperienza di sensi di colpa.

Oggi ringrazio queste opportunità che la Vita mi ha dato, perchè mi ha consentito e mi consente tuttora di crescere ed evolvere quando provo a decifrare il messaggio che vogliono portare.

Si perchè come il conflitto, la paura, la rabbia ed altre emozioni (che in molti definiscono negative), anche i sensi di colpa sono dei grandi messaggeri per noi ed è preferibile quindi non fuggire da essi.

Ho approfondito questo argomento leggendo numerosi articoli di diversi autori pubblicati sulla rivista Heisenberg e nel libro Il potere di scegliere di Italo Pentimalli, disponibile anche tra i libri consigliati nella biblioteca della SdG.

Ad esempio secondo Mattia Croce, il senso di colpa è una sensazione, un pensiero, un’ emozione, ma anche una strategia. Adottata e installata nel nostro cervello dai primi mesi di vita.

E’ tra i 2 e 3 anni che nascono i sensi di colpa: ogni volta che si fà qualcosa di sbagliato o si commette un errore secondo il mondo adulto, oppure quando un genitore o un adulto  rimprovera.

Per il bambino non è errato ciò che ha fatto, ma ciò che è. Si sente sbagliato. Questo genera in lui rabbia che fa nascere la paura di rompere il legame primario con il genitore. 

La paura lo fà quindi escogitare una strategia: il senso di colpa. Questo è il modo che ha per eliminare quella rabbia che genera pericolo. 

In altre parole il bimbo pensa: “se mamma/papà mi hanno rimproverato, vuol dire che sono sbagliato“…e da qui che si instaura il senso in colpa.

Da adulti il senso di colpa assume varie sfumature, il senso del dovere, del debito nei confronti di qualcuno che ha fatto qualcosa per noi.

I sensi di colpa li ritroviamo in tutti e tre ambiti gli ambiti della nostra vita: lavoro, relazioni e famiglia.

Chiunque di noi avrà provato almeno un senso di colpa nella vita per un proprio familiare, per un collega o un amico.

Nella quotidianità può capitarci di compiere un’azione verso una persona che ci scatena il senso di colpa. 

Moira Scoca scrive a tal proposito: “accade questo non perché sei una persona cattiva, ma piuttosto perché in quel momento hai fatto il meglio che potevi fare con la persona che eri. Prova ad andare oltre, immedesimati nella persona che ha subito il torto e per il quale tu ti senti in colpa. Prova a capire cosa c’è dietro, chiedendoti come ti saresti comportato tu al posto di questa persona”.

Tieni sempre ben in mente che stavi facendo il meglio che potevi.

Anche se non ti piace in questo momento, o viene percepito dagli altri come qualcosa di sbagliato, rimane comunque il tuo meglio, perchè evidentemente c’è qualcosa che ti blocca e ti impedisce di agire meglio. Se tu potessi, faresti altro.

Questo tipo di pensiero non deve comunque portarti a fermarti e cercare di fare qualcosa di migliore. Significa solo che smetti di darti addosso, smetti di sentirti in colpa, mentre cerchi di fare quel gradino in più che ti consente di salire ad un livello superiore di maturità ed evoluzione.

Mi ha colpito molto anche ciò che ha scritto Silvia Mazzucato: “L’unico senso di colpa che dovremmo provare è quello verso noi stessi, per quante volte ci giudichiamo”.

Come si fà a liberarsi dai sensi di colpa?

Non è mai troppo tardi per imparare. Il senso di colpa è un grande insegnante perché può farti capire cosa non rifare nel futuro.

Non puoi cambiare ciò che è successo, ma può trasmutarlo e prenderlo come esempio che la vita ti ha dato per imparare a non rifare la stessa azione. Può mostrarti cosa non ti piace e aiutarti a non ripeterlo nuovamente.

La scienza attraverso diversi studi, ha anche confermato, affermando che esiste il fenomeno chiamato della retrocasualità, utile per riscrivere il passato, rielaborando l’esperienza, cambiando il significato a ciò che ci è accaduto.

Sempre Mattia Croce fornisce una soluzione per i sensi colpa, soprattutto indica come sostituire il senso di debito con il suo corrispettivo più alto come valore: la gratitudine.

A proposito dei sensi di colpa, infine, nel libro “Il potere di scegliere”, Italo Pentimalli scrive: “A volte le esperienze si travestono da dolore per portarci in dono un messaggio di evoluzione. Quando riesci a perdonarti, ad accettarti nella tua meravigliosa imperfezione, diventi libero, o libera, di sperimentare tutto il bello che c’è. Tutto è già perdonato, solo che tu non lo sai!”.

Mi piace concludere questa lezione con una frase della Dott.ssa psicologa Federica Ugolini: “ Solo il tuo cuore ti può indicare la via migliore per te, una via che sarà buona per te ed anche per gli altri, se solo avrai il coraggio di seguire la parte più “sana”, saggia e coraggiosa di te. Tante volte rinunciamo a noi stessi temendo di ferire gli altri, ma questo è buonismo, non è bontà. La colpa è una trappola dalla quale il coraggio e il cuore ti possono liberare”.

Alla prossima lezione della Scuola della Gratitudine.

Naike


“La gratitudine non cambia gli eventi della vita.
Cambia lo sguardo con cui li viviamo.” SdG


Il compito per oggi, fino alla prossima lezione è il seguente:

Prenditi qualche minuto in un momento di tranquillità.

Scrivi su un foglio almeno 3 eventi del tuo passato, per il quale hai provato un senso di colpa.

Ad ognuno scrivi la frase: “Ho fatto il meglio che potevo fare con la persona che ero” e scrivi un “grazie” sentito, per la lezione di vita che quella situazione ti ha portato e/o per ciò che la persona per il quale provi un senso di debito, ti ha donato.

Puoi anche aggiungere un mantra che ripeterai a voce, e sentirai con il cuore, del tipo:

Mi riconosco il diritto di poter sbagliare, di avere delle vulnerabilità, il diritto di perdonarmi, ed essere perdonato/a.


Note:

  • Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°20 – giugno 2022
  • “Il potere di scegliere”. Italo Pentimalli. Edizioni Mondadori. Ediz. 2024

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