
Eccoci alla quinta lezione extra di questo ciclo.
Questa lezione ha come argomento l’arte.
Ti sembrerà strano, ma l’arte ha un ruolo importante nel mantenere il nostro benessere psicofisico.
Secondo un’ indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), del 2019, le arti rappresentano uno strumento utile per la salute.
“Portare l’arte nella vita delle persone attraverso attività come la danza, il canto e andare a musei e concerti offre una dimensione aggiuntiva a come possiamo migliorare la salute“, afferma l’OMS, che invita i Paesi a utilizzare nuove formule per aiutare donne e uomini a mantenere o ritrovare un equilibrio psicofisico.
L’indicazione arriva grazie a tantissimi studi scientifici che hanno confermato come l’arte sia utile alla salute di ognuno di noi, a prevenire e combattere anche patologie importanti come ansia, autismo, schizofrenia, ecc…
Non molto tempo fà ho fatto una ricerca sul tema, che mi ha aperto un mondo. Ho trovato tantissimi studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali che dimostrano come un quadro, un dipinto, possa essere terapeutico, e di supporto anche a terapie farmacologiche.
Si parla di circa 4000 studi pubblicati negli ultimissimi anni.
Ormai si parla di arte terapia che comprende varie forme di arte.
In Italia recentemente (2026) il Ministero della Cultura insime al Ministero della Salute hanno pubblicato di un protocollo di intesa nel quale viene indicato la Prescrizione dell’arte come strumento di cura.
Il Protocollo mira a valorizzare e mettere a sistema le numerose iniziative già presenti sul territorio nazionale – dalle attività museali alla musica, dal teatro al cinema, fino ai parchi archeologici – con l’obiettivo di censire le esperienze esistenti e costruire modelli replicabili su scala più ampia. “Finalmente, l’Italia si doterà di uno strumento che saprà riconoscere alla cultura anche la capacità di affiancarsi alle cure mediche come strumento terapeutico”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.
L’arte terapia comprende anche la museo terapia.
Le ricerche dimostrano che visitare mostre e gallerie abbassa ad esempio del 60% i livelli di cortisolo, riducendo quindi stress ed ansia.
Uno studio, condotto dall’ Università di Londra nel 2011, ha dimostrato ad esempio che l’esperienza della bellezza (opere d’arte e musica) attiva un’area del cervello coinvolta nel sistema della ricompensa e associata anche a piacere e gratificazione.
Una ricerca dell’Università di Westminster nel Regno Unito è invece arrivata alla conclusione che una visita in un museo o una galleria d’arte durante la pausa pranzo riduce il livello del cortisolo, l’ormone legato allo stress.
in Italia ci sono esempi di museo terapia a Napoli, Torino, Palermo e Milano.
Proprio nel 2021 a Napoli, è stato lanciato il progetto Cur’Arti, ideato da Francesca Barrella, medico internista. Questo progetto che rappresenta la prima rete tra Aziende ospedaliere ed Istituti e Luoghi di Cultura per l’Inclusione, l’Accessibilità e la Prescrizione di Arteterapia, promuove diverse iniziative a riguardo.
Nel 2022, al Museo Egizio di Torino, sono stati allestiti ambulatori per medici di base. I pazienti hanno atteso nelle sale immerse tra gruppi statuari, mummie, papiri e arredi funerari. L’obiettivo era promuovere un effetto positivo sulla psiche.
Palermo nel 2023 ha visto invece lo sviluppo del progetto “Arte come come cura. La bellezza che ci appartiene”, rivolto ai pazienti affetti da demenza e alle loro famiglie per il recupero della memoria autobiografica. In coloro che si prendono cura dei malati, il progetto ha permesso di ridurre significativamente lo stato di depressione, ma anche lo stress assistenziale. Nei pazienti, invece, l’intervento ha ridotto la preoccupazione per l’immagine sociale e ha migliorato la qualità di vita e il tono dell’umore, ma ha permesso anche di aumentare la capacità di orientamento spaziale e temporale, di registrare le parole, di esercitare il linguaggio e tenere vivi l’attenzione e il ricordo.
A Milano, nel 2013 nasce “Due passi nei Musei di Milano”, percorso di Arte e Terapia frutto della collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Fondazione Manuli Onlus. Il progetto, pensato per le persone affette da questo tipo di malattia neurodegenerativa, dopo una fase pilota di due mesi nelle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ottiene infatti l’adesione del Museo Poldi Pezzoli e della Pinacoteca di Brera, mentre nel 2025 il Museo di Storia Naturale e la Galleria d’Arte Moderna hanno aderito al progetto Asba (Anxiety, Stress, Brain-friendly museum, Approach),dell’Università di Milano-Bicocca, che vede il museo come alleato del cervello contro ansia e stress.
L’arte può avere un effetto benefico sul nostro umore e il nostro benessere, anche quando guardiamo dei dipinti su uno schermo?
A rispondere affermativamente è un team di ricerca internazionale che coinvolge l’Università di Vienna, il Max Planck Institute di Nijmegen e l’Institute for Empirical Aesthetics di Francoforte. Coinvolgendo volontari in un caso studio su una mostra interattiva riguardo alle Ninfee di Monet su Google Arts and Culture.
I risultati pubblicati nel 2022 hanno mostrato un miglioramento significativo dell’umore e dell’ansia già solo dopo pochi minuti di visualizzazione, anche solo da display.
Ma i benefici non si hanno solo visitando un museo o visualizzando dei quadri su un display. Sempre all’interno dell’arte terapia si parla anche di terapia pittorica come contributo nel trattamento dei disturbi d’ansia
Un interessante studio, del 2023 indica che la terapia pittorica, in pazienti trattati farmacologicamente per i disturbi d’ansia, riduce i sintomi legati a questi disturbi e migliora le capacità cognitive e sociali dei pazienti.
Lo studio è stato svolto su 400 pazienti suddivisi in un gruppo trattato con la sola terapia farmacologica e un gruppo che ha affiancato anche la terapia pittorica. Dopo otto settimane, entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento, ma quello sottoposto anche alla terapia pittorica ha ottenuto risultati significativamente migliori. I pazienti hanno evidenziato una riduzione di ansia, depressione e irritabilità, insieme a un maggiore interesse sociale, una migliore cura di sé e maggiori competenze relazionali. I benefici sono emersi già dopo i primi due mesi di trattamento.
Ma c’è anche tanto altro sull’argomento…
A beneficiare dell’ arte terapia sembra non siano solo le persone malate o i loro caregiver, ma anche gli operatori sanitari (medici, infermieri ecc.)
Vincenza Ferrara, Direttrice del Laboratorio di Arte e Medical Humanities della Sapienza – Università di Roma, utilizza l’arte per la formazione in area medica e sanitaria (medici, infermieri ecc). Afferma infatti: “l’applicazione dell’Arte come strumento per l’apprendimento e la sua relazione storica con la Medicina possono essere un valido supporto per lo sviluppo di capacità quali l’osservazione, l’ascolto attivo, il problem solving e l’empatia, utili a migliorare la professione e il rapporto con il paziente. È possibile riscoprire il legame tra arte, medicina e cura per aiutare i professionisti della salute a migliorare la loro attività e suggerire alle istituzioni museali come supportare il loro benessere”
In conclusione, l’arte, in tutte le sue forme, rappresenta un prezioso strumento per promuovere il benessere della persona, come dimostrano anche numerosi studi scientifici. Anche nei contesti di malattia, il suo impiego può contribuire a favorire un più rapido miglioramento e a sostenere il percorso terapeutico, integrandosi efficacemente con le cure.
Anche questa lezione si conclude qui. Spero che l’argomento ti abbia suscitato curiosità e interesse.
Alla prossima lezione.
Naike
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