
Eccoci con una nuova lezione, dopo la lezione sul coraggio.
Questa volta l’argomento è la forza.
Si, anche la tua forza và ringraziata.
Siamo cresciuti sin da bambini con esempi di forza, basta pensare a personaggi come Braccio di ferro o l’incredibile Hulk, oppure a personaggi di celebri film come Rambo o King Kong.
Tuttavia, nella nostra vita quotidiana, esistono in realtà molteplici forme di forza.
Si, perchè oltre a quella fisica c’è anche quella di volontà, quella emotiva e spirituale, che sono, come vedremo, molto più importanti.
La vera forza va ben oltre quella fisica: senza una solida determinazione e una profonda forza emotiva rischiamo di arrenderci, soprattutto di fronte agli inevitabili ostacoli che la vita ci pone davanti.
Il filosofo e scrittore tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche, a tal proposito affermava: “Ciò che non mi distrugge, mi rende felice”.
Per quanto riguarda la forza di volontà è una forza che esiste in noi, sempre, anche se non ce ne rendiamo conto, o crediamo di non averla, poichè ci sono alcune situazioni nelle quali è nascosta.
Per quale motivo, allora, se tutti possediamo questa forza interiore, può accadere di lasciarsi abbattere dagli eventi negativi?
Mi piace rispondere a questa domanda con ciò che scrive Francesco Guerrieri, in un articolo che ho letto sulla rivista Heisenberg.
Francesco paragona ognuno di noi ad una quercia.
La quercia, prima di diventare albero, con profonde radici che lo rendono un albero stabile e resistente, è un seme che, una volta piantato, necessita sicuramente di tempo per arrivare alla sua forma matura.
Ma se ci pensi è già nel seme che ci sono tutte le info, come anche la forza, per diventare una quercia.
Così accade a noi, abbiamo dentro la forza di volontà, ma abbiamo bisogno di crescere interiormente per poter usarla, a nostro favore, nei momenti bui.
Francesco scrive: “hai già dentro di te la capacità di resistere alle “condizioni meteorologiche avverse”. Devi solo trovarla e trovare il coraggio di tirarla fuori quando serve, ma soprattutto conoscerla e manifestarla”.
Tutti noi desideriamo vivere la nostra esistenza con determinazione, solo che spesso, a differenza di com’è la quercia, cerchiamo all’esterno qualcuno o qualcosa che ci sostenga, ci dia sicurezza e ci offra supporto, sopratutto in periodi complessi. In questo modo, però non facciamo altro che tenere nascosta la nostra forza dentro di noi tanto che con il passare del tempo facciamo poi fatica a trovarla.
Se poi questo qualcuno o qualcosa viene a mancare, ecco che ricadiamo nel fastidio, nella sofferenza, provocati da una situazione spiacevole.
Cercare quindi all’esterno la forza che ci serve, non è mai la scelta giusta.
Ricordarsi di averla dentro di noi, è ciò che serve.
Per quanto riguarda la forza spirituale, si può capire meglio a cosa si riferisce se pensiamo che spesso, quando si pensa alla forza, viene spontaneo associarla a un simbolo potente: la fenice.
A tal riguardo, sempre leggendo Heisenberg ho apprezzato la riflessione di Silvia Mazzucato che parla proprio della fenice che muore e risorge più forte, dalle ceneri.
Secondo Silvia anche noi possiamo fare come la fenice.
La forza assume qui una duplice valenza: da un lato quella interiore, dall’altro quella che nasce da un’accettazione profonda degli eventi. Tale atteggiamento non va confuso con la rassegnazione, bensì inteso come un atto di fede nella convinzione che tutto ciò che accade avvenga sempre a nostro favore e mai contro di noi.
Interessante è infine il punto di vista di Italo Pentimalli secondo il quale la forza, oltre alla forza di volontà, può anche essere vista come un’anomalia.
Un esempio è il caso delle situazioni imprevedibili, quelle inaspettate che ci capitano, nelle quali qualcosa è andato storto e ha preso una nuova direzione, creando una nuova realtà.
Italo fa riflettere sul fatto che tutte le grandi rivelazioni dell’umanità, sono state concepite come nuove realtà, e sono derivate da un’ anomalia.
La forza è anche quindi un’anomalia, è un andar contro gli schemi.
Ma secondo Italo, la forza è anche perdersi e lasciarsi andare, sperimentare nuove strade affidandosi a quello che accade, avendo fiducia nell’Universo.
Con le riflessioni di Italo sull’argomento di questa lezione siamo quindi giunti al termine.
Avendo insieme esplorato la forza nelle sue molteplici sfaccettature, hai sicuramente colto l’importanza di imparare a esprimere gratitudine per tutte le volte che l’hai utilizzata, poiché ti ha guidato e sostenuto; allo stesso tempo, se ciò non fosse ancora accaduto, ora possiedi le indicazioni per evocarla e liberarla nella tua vita.
Ricorda sempre che la forza interiore è già dentro di te.
Alla prossima lezione della Scuola della Gratitudine.
Naike
“La gratitudine non cambia gli eventi della vita.
Cambia lo sguardo con cui li viviamo.” SdG
Il compito per oggi, fino alla prossima lezione è il seguente:
Considera almeno 3 tipi di forze citate e ricorda per ognuna un evento che ti è accaduto. Se non ricordi alcun evento è arrivato il momento allora di mettere in pratica. Scegli un giorno per ognuna e metti in pratica, poi la sera ripensa alla giornata e la sensazione che hai avuto.
Note:
Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°19 – marzo 2023
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