Hai un potere e non lo sai


Eccoci alla lezione extra di questo mese.

Come il titolo di questa lezione evidenzia, tu hai un potere, ma molto probabilmente non ne sei consapevole.

Ti starai chiedendo: quale potere?

Per risponderti voglio raccontarti un episodio significativo che riguarda l’intenzione. 

Tempo fa sono stata invitata a partecipare ad un gioco di società particolare chiamato Cashflow 101. Se non ne hai mai sentito parlare, ti spiego brevemente in cosa consiste.

Cashflow 101 è un gioco da tavolo di società, molto simile al monopoli, inventato da Robert Kiyosaki , imprenditore e scrittore statunitense, noto per avere pubblicato il bestseller “Padre ricco, padre povero“.

Il gioco, pubblicato nel 1996 e arrivato in Italia nel 2010, ha l’obiettivo di insegnare strategie di investimento, per ottenere rendite finanziarie sicure, migliorando contemporaneamente le competenze finanziarie personali e sottolineando l’importanza di una buona contabilità.

Ogni giocatore deve effettuare acquisti e vendite di beni mobili ed immobili, con l’obiettivo finale di non perdere tutto, ma rimanere con un saldo attivo.

Il gioco si svolge con l’uso dei dadi, che determinano l’inizio e il proseguimento del turno di ogni giocatore.

Ritornando all’evento a cui ho partecipato, l’idea che ebbe l’organizzatore del gioco fu la seguente: ogni giocatore doveva giocare normalmente, senza trucchi o favoritismi.

L’unica richiesta particolare era che si mantenesse l’intenzione che a vincere fosse uno specifico giocatore tra noi.

Decidemmo quindi all’unanimità chi avrebbe dovuto salire sul podio.

Prima di iniziare effettivamente a giocare, l’organizzatore ci ricordò un’ultima volta di giocare senza fare preferenze e senza adottare strategie o trucchi tra di noi, per far vincere la persona designata.

Ricordo ancora bene come durante il gioco tutti riuscissero senza grandi difficoltà a comprare e vendere immobili ecc., tranne proprio il prescelto vincitore.

I dadi non sembravano mai essere dalla sua parte.

Sembrava che tutto andasse contro di lui.

Perdeva continuamente, contro ogni previsione…

La maggior parte di noi ad un certo punto iniziò anche ad essere perplessa dubitando che , dato l’andamento della partita, potesse davvero vincere.

Poi, all’improvviso, come per magia, il gioco cambiò: con una serie di eventi a dir poco incredibili, la sua situazione si ribaltò, portandolo infine a vincere, sotto gli occhi increduli di tutti noi…

Il potere dell’intenzione aveva funzionato!

Ma è veramente così? mi chiederai…

Mi piace ricordare a questo proposito come la scienza abbia dimostrato più volte che il caso non esiste e che l’intenzione, ovvero la mente che agisce sulla materia nella vita di tutti i giorni, conduce a risultati straordinari.

Numerosi sono infatti gli esperimenti che dimostrano il potere dell’intenzione.

Nel 1987, ad esempio, il ricercatore Dean Radin e lo psicologo Roger Nelson hanno raccolto e analizzato i risultati di centinaia di esperimenti simili:

su 832 studi condotti da 68 ricercatori diversi, è emerso che la cosiddetta “casualità” in questo tipo di esperienze, ossia la probabilità che i risultati siano dovuti al caso in eventi come una vincita a un gioco, è di 1 su un trilione.

Un esperimento, secondo me, ancora più sorprendente è quello che il dottor Tiller William fisico e professore emerito dell’Università di Standford ha eseguito nel 1997.

L’ esprimento consisteva nel prendere due scatole, ciascuna contenente una memoria a sola lettura (una sorta di chip).

Una scatola fu riposta in un armadio, mentre l’altra fu mostrata a 15 persone a cui venne chiesto di concentrarsi su di essa, inviando ad essa l’intenzione di aumentare il pH dell’acqua di un’unità.

Le due scatole furono poi inviate a due diversi laboratori e messe a contatto con dell’acqua.  

I risultati furono sorprendenti: l’ acqua a contatto con la scatola non programmata non subì alcuna modifica del pH, mentre quella a contatto con la scatola su cui il gruppo di persone aveva focalizzato la specifica intenzione, mostrò un aumento di pH di un’unità.

Questo tipo di esperimento è stato poi replicato più volte nel tempo, con ulteriori accorgimenti, e ha sempre prodotto gli stessi risultati.

Nelle conclusioni di uno degli studi pubblicati successivamente a quello che ti ho raccontato, si legge: “La coscienza umana, almeno in alcune condizioni, può influenzare fortemente esperimenti target ben progettati nella realtà fisica e i dati primari sono riproducibili in altri laboratori a condizione che venga seguito il protocollo specifico“.

E tu conoscevi già questo potere?

Hai mai avuto l’occasione di metterlo in pratica davvero?

Ricorda sempre che la realtà reagisce alle tue intenzioni.

Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg, uno dei fondamenti della meccanica quantistica, è alla base proprio di questo concetto che può essere esteso anche nell’ambito della psicologia.

Per spiegare il significato del principio di indeterminazione si dice spesso che “l’osservazione altera il fenomeno”. In altre parole, è impossibile osservare e misurare i fenomeni in modo totalmente oggettivo e imparziale senza influenzarli.

Ogni volta che quindi pensi a qualcosa con intenzione, proietti nella realtà il pensiero che fai.

Ogni volta che esprimi gratitudine verso te stesso e tutto ciò che ti circonda, puoi facilmente immaginare le meraviglie che possono accadere.

Anche questa lezione “extra” è giunta al termine, ti aspetto alla prossima!

Naike


Fonti:

  • Radin, Dean & Nelson, Roger. Evidence for Consciousness-Related Anomalies in Random Physical Systems. Foundations of Physics. 1989 Vol. 19 n°12.
  • Tiller WA, Dibble WE Jr, Nunley R, Shealy CN. Toward general experimentation and discovery in conditioned laboratory spaces: Part I. Experimental pH change findings at some remote sites. J. Altern Complement Med. 2004 Feb;10(1):145-57
  • Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°55 – maggio 2025.

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