
Eccoci alla seconda lezione di questo nuovo ciclo.
Febbraio è per tutti il mese dell’amore, grazie alla celebrazione di San Valentino, patrono universale degli innamorati. Per questo motivo, oggi parleremo di un tema legato all’amore: la gentilezza.
Un argomento ricco e affascinante, da esplorare sotto molteplici punti di vista. In questa lezione, come in tutte quelle della SdG, scopriremo insieme il legame profondo tra gentilezza e la tua crescita personale.
La gentilezza, insieme alla gratitudine, rappresenta un elemento fondamentale per il nostro benessere. Non si tratta soltanto di una qualità morale o di una buona abitudine sociale: numerose ricerche scientifiche dimostrano che gli atti di gentilezza, così come quelli di gratitudine, producono effetti concreti e benefici sul nostro stato psicofisico.
Durante le mie ricerche ho scoperto che il primo studio scientifico sul tema risale al 1854. A partire dagli anni 2000 si è assistito a un incremento significativo delle pubblicazioni: da pochi studi iniziali si è arrivati a centinaia di ricerche ogni anno (ben 235 solo lo scorso anno). Un segnale chiaro dell’interesse crescente della comunità scientifica verso questo argomento.
Citiamo alcuni studi particolarmente significativi.
Nel 2011, una ricerca condotta dall’Università di Harvard ha dimostrato che pazienti affetti da malattie cardiocircolatorie hanno ottenuto miglioramenti clinici in sole otto settimane praticando atti di gentilezza.
Una ricerca del 2022 dell’Università del Texas, focalizzata sul rapporto genitori-figli, ha evidenziato come la gentilezza sia un potente potenziatore della salute cerebrale, capace di aumentare resilienza ed empatia. Gli autori sottolineano come lo studio sia stato particolarmente rilevante nel contesto della pandemia di COVID-19, offrendo strumenti proattivi e preventivi per la salute mentale, con importanti implicazioni per la salute pubblica.
Uno studio del 2017, condotto da ricercatori statunitensi e australiani, afferma che semplici gesti di gentilezza possono attenuare le emozioni negative associate alla diagnosi e al trattamento del cancro, contribuendo persino a migliorare gli esiti clinici dei pazienti.
Un’ ulteriore ricerca, guidata dal dottor David Fryburg, medico e cofondatore della fondazione Envision Kindness, ha dimostrato che la visione di contenuti multimediali che promuovono la gentilezza in ambito sanitario aumenta rapidamente sentimenti di felicità, calma, gratitudine e ispirazione. I partecipanti si sono mostrati anche più generosi. Offrire a personale e pazienti un atteggiamento non giudicante, sostenuto da contenuti che promuovono la gentilezza, può rappresentare un intervento semplice ed economico per migliorare l’ambiente sanitario.
Le tecniche basate sugli atti di gentilezza sono state utilizzate anche in ambito terapeutico. Nel trattamento della fobia sociale e dell’agorafobia — un disturbo d’ansia che ostacola la creazione di relazioni e la gestione di contesti affollati — uno studio canadese del 2015 ha rilevato che praticare un atto di gentilezza al giorno per quattro settimane consecutive, senza aspettarsi nulla in cambio, porta a una significativa riduzione dei sintomi.
Uno studio dell’Università di Oxford del 2018 ha dimostrato che atti ripetuti di gentilezza aumentano i livelli di felicità nelle persone.
Nel 2020, un’analisi dell’Università della California ha evidenziato che i partecipanti che hanno compiuto atti di gentilezza verso gli altri hanno mostrato una riduzione della solitudine nell’arco di sole due settimane.
Come afferma il neuroscienziato Richard Davidson:“Le persone gentili hanno un cervello più sano”.
L’interesse verso questo tema è tale che è stata istituita anche la Giornata Mondiale della Gentilezza, celebrata il 13 novembre. L’iniziativa nasce dal Japan Small Kindness Movement, fondato a Tokyo nel 1988, e nel 1996 prende forma il World Kindness Movement.
Secondo la psicologa Cristina Milani, ambasciatrice nel mondo del movimento per la gentilezza e fondatrice di associazioni no profit in Svizzera e in Italia (GentleTUDE), la gentilezza ci rende tutti migliori.
Ma cosa significa davvero essere gentili?
Il termine “gentilezza” deriva dal latino gentilis, a sua volta collegato a gens, che indicava un gruppo familiare. Nell’antica Roma la gens era una famiglia nobile, legata da reciproci doveri di protezione e assistenza. Essere “gentile” significava appartenere a questa comunità, incarnandone qualità morali come cortesia, altruismo e nobiltà d’animo.
La gens non esprimeva soltanto un comportamento esteriore, ma anche una qualità interiore, un sentimento profondo.
Secondo Mattia Croce, Master Deva, membro dello staff di Italo Pentimalli, vivere con gentilezza va ben oltre la semplice buona educazione o il fare favori agli altri. La gentilezza è un valore autentico: significa rispettare e aiutare se stessi e gli altri.
E pone una domanda fondamentale:
Come possiamo essere veramente gentili con gli altri se non lo siamo prima con noi stessi?
Come possiamo sostenere gli altri, se non impariamo prima a sostenerci?
Come suggerisce Mattia: “essere gentili con se stessi significa prendersi cura del proprio corpo, dei propri pensieri e delle proprie emozioni. Significa rispetto, amore e ascolto interiore. La gentilezza cura prima di tutto chi la pratica”.
Ringrazia quindi la gentilezza e fai in modo che diventi parte di te.
Per oggi è tutto.
Grazie per avermi seguito fino a quì.
Concludo questa lezione con una frase di una persona che conosco personalmente:
“La gentilezza è un atteggiamento di cura e rispetto verso se stessi e gli altri. È un punto di forza, non una debolezza.”
— Moira Scoca
Alla prossima lezione.
Naike
Il compito per oggi, fino alla prossima lezione è la visione di almeno un film sul tema, come i seguenti:
Ecco una lista di film che celebrano la gentilezza:
- Wonder (2017): Un inno all’inclusione e al rispetto, che insegna a guardare oltre le apparenze e ad abbracciare la gentilezza come scelta di vita.
- Wonder – White Bird (2024): Ambientato nella Francia occupata, mostra come un atto di gentilezza possa fare la differenza tra la vita e la morte, celebrandola come luce nel buio.
Note:
- Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°22 – agosto 2022
- Johnson MT, Fratantoni JM, Tate K, Moran AS. Parenting With a Kind Mind: Exploring Kindness as a Potentiator for Enhanced Brain Health. Front Psychol. 2022 Mar 24;13:805748.
- Berry LL, Danaher TS, Chapman RA, Awdish RLA. Role of Kindness in Cancer Care. J Oncol Pract. 2017 Nov;13(11):744-750.
- Fryburg DA. Kindness as a Stress Reduction-Health Promotion Intervention: A Review of the Psychobiology of Caring. Am J Lifestyle Med. 2021 Jan 29;16(1):89-100.
- Fritz MM, Walsh LC, Cole SW, Epel E, Lyubomirsky S. Kindness and cellular aging: A pre-registered experiment testing the effects of prosocial behavior on telomere length and well-being. Brain Behav Immun Health. 2020 Dec 7;11:100187.
- Huffman JC, Mastromauro CA, Boehm JK, Seabrook R, Fricchione GL, Denninger JW, Lyubomirsky S. Development of a positive psychology intervention for patients with acute cardiovascular disease. Heart Int. 2011 Oct 3;6(2):e14.
- Rowland L, Curry OS. A range of kindness activities boost happiness. J Soc Psychol. 2019;159(3):340-343.
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