Lezione n°13: Ringrazia… l’imprevedibile


Eccoci alla lezione di questo mese. Il tema che voglio condividere con te è l’imprevedibile.

Ma cos’è davvero l’imprevedibile?

Lo hai mai vissuto?
Se sì, come lo hai affrontato? In modo critico e doloroso oppure in maniera costruttiva?
Quali emozioni hai provato quando ti sei trovato davanti a qualcosa che non avevi previsto?

E soprattutto: che cosa ha a che fare tutto questo con la pratica della gratitudine?

Sono domande importanti, alle quali cercheremo di dare insieme alcune risposte.

Il termine imprevedibile è un aggettivo che descrive ciò che si verifica in modo inatteso mentre siamo intenti a pianificare la nostra vita: obiettivi, risultati, programmi e progetti.

Quel qualcosa che non avevamo previsto.

Quando succede, spesso le prime reazioni sono:

  • rabbia
  • sconcerto
  • frustrazione
  • demotivazione

È una reazione umana.
Eppure, se osserviamo più a fondo, l’imprevisto può diventare un grande maestro.

Perchè ringraziare un imprevisto?

Può sembrare strano, ma l’imprevisto può essere un bene.

Non perché sia sempre facile o piacevole, ma perché porta con sé un insegnamento.

Ogni evento imprevisto genera delle emozioni.
E le emozioni, anche quelle più difficili, sono messaggeri preziosi.

Quando proviamo rabbia, paura o insoddisfazione, qualcosa dentro di noi sta cercando di dirci:

  • che cosa ci ferisce
  • che cosa dobbiamo comprendere
  • che cosa possiamo trasformare

Osservare queste emozioni senza giudicarle è già un grande passo di crescita personale.

Se poi ci chiediamo:
Quale messaggio mi sta portando questa esperienza?” Allora abbiamo davvero aperto la porta alla consapevolezza.

Accogliere l’imprevedibile non significa che ci debba piacere tutto ciò che ci accade.

Significa imparare a stare sull’onda, proprio come fanno i surfisti.

Non possiamo fermare il mare.
Non possiamo impedire alle onde di arrivare.

Ma possiamo imparare a cavalcarle.

Personalmente, ma credo anche a te sicuramente sarà capitato un evento improvviso, una morte d’una persona cara, un cambio di lavoro, la fine di una relazione, una vacanza saltata ecc.,

In tutte queste situazioni indicate spesso sembra che tutto ci è contro, è come se ci fosse qualcuno o qualcosa più grande di noi ci vuole male ed è contro di noi, ma in realtà è tutto il contrario…

D’altronde anche in questa situazione, vale la regola illustrata nella lezione intitolata: il caso non esiste, nulla avviene per caso.

Qualsiasi cosa accade è sempre per te non contro di te..forse all’inizio non lo capisci, fai fatica ad ammetterlo, ma con il tempo e la dovuta consapevolezza ci arrivi.

L’Universo, la Vita è perfetta, così com’è…

Sta ad ognuno di noi decidere come reagire: accogliere l’imprevisto, oppure respingerlo.

Accettare ciò che accade non significa rassegnarsi.

Significa permettere alla vita di manifestarsi e riconoscere che ogni evento può avere un senso nel nostro percorso.

La natura stessa ci insegna questo principio.

La legge di conservazione della massa e dell’energia, formulata da Antoine Lavoisier, afferma:

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”

Anche il filosofo Eraclito lo esprimeva con grande semplicità:

“Nulla è durevole quanto il cambiamento. Tutto scorre.”

La trasformazione è una legge della vita.

Un famoso esempio di imprevedibilità che ha coinvolto il mondo intero è stato il Covid.

Tutti siamo stati attraversati da quella esperienza. Ma ognuno l’ha vissuta in modo diverso.

C’è chi ha provato solo paura e rabbia. C’è chi ha scoperto nuove priorità, nuovi valori, nuovi modi di vivere.

Lo stesso evento. Esperienze completamente diverse.

Perché?

Perché tutto dipende dal modo in cui scegliamo di guardare ciò che accade.

Arrivati a questo punto di consiglio i seguenti quattro semplici passi, da seguire per gestire l’imprevedibilità della vita:

1. Vivere nel presente
Non nel passato e non nel futuro.
Il presente è l’unico spazio dove possiamo agire davvero.

2. Accettare ciò che accade
Accogliere la realtà senza scappare o negarla.

3. Imparare dall’esperienza
Chiediti:
“Che cosa mi sta insegnando questa situazione?”
“Come posso trasformarla in un’opportunità?”

4. Agire con fiducia
Cercare soluzioni, alternative, nuove possibilità.

Restare bloccati nella lamentela — “perché succede sempre a me?” — non porta alcun beneficio.
Anzi, aumenta solo la sofferenza.

A volte la vita ripropone situazioni simili più volte. Non per punirci, ma per aiutarci a comprendere ciò che non abbiamo ancora imparato.

Se non accogliamo l’insegnamento di un evento, può accadere che la vita ci presenti una nuova esperienza… magari ancora più intensa.

Come se ci dicesse: “Guarda meglio. Qui c’è qualcosa che può farti crescere.”

Spesso pensiamo che la felicità dipenda dal nostro piano perfetto, ma raramente consideriamo una possibilità sorprendente: che la vita possa avere in serbo per noi qualcosa di ancora migliore.

L’imprevedibile può aprire porte che non avevamo nemmeno immaginato.

Può portarci verso nuove strade, nuovi incontri, nuove versioni di noi stessi.

Concludo questa lezione con una bellissima frase tratta dal romanzo Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami:

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.
Ma su un punto non c’è dubbio: quando uscirai da quella tempesta, non sarai lo stesso che vi è entrato.”

E forse è proprio questo il dono più grande dell’imprevedibile.

Ci cambia.
Ci trasforma.
Ci fa crescere.

Alla prossima lezione della Scuola della Gratitudine.

Naike


“La gratitudine non cambia gli eventi della vita.
Cambia lo sguardo con cui li viviamo.”
SdG


Il compito per oggi, fino alla prossima lezione è il seguente:

Prenditi qualche minuto in un momento di tranquillità.

  1. Pensa a un evento imprevisto che ti è accaduto negli ultimi mesi.

2. Scrivi su un foglio queste tre domande:

  • Cosa è successo esattamente?
  • Quali emozioni ho provato?
  • Che cosa mi ha insegnato questa esperienza?

3. Ora prova a rispondere a questa domanda fondamentale:

Quale opportunità potrebbe esserci dentro questo evento?

4. Infine scrivi una frase di gratitudine, anche semplice:

“Ringrazio questa esperienza perché mi sta insegnando…”

Non importa se all’inizio non trovi subito una risposta chiara. La gratitudine è una pratica, non un automatismo. Col tempo la tua mente inizierà a vedere opportunità dove prima vedeva solo problemi.


Note:

Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°17 – marzo 2022


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