Lezione °4: l’ingratitudine è…


Nelle lezioni precedenti ti ho descritto diversi aspetti dell’ argomento fondamentale di questa scuola: la gratitudine.

La lezione di oggi è invece un pò diversa dalle altre…si perché in questa lezione anziché parlare di qualche aspetto della gratitudine, voglio parlarti dell’aspetto contrario: l’ingratitudine.

Per questa lezione prendo spunto da Silvia Mazzucato, una persona che, sebbene non conosca personalmente, seguo da anni attraverso la lettura dei suoi articoli pubblicati sulla rivista Heinseberg.

In uno dei suoi articoli, Silvia sottolinea come sia facile trovare su internet aforismi, proverbi, dedicati sia alla gratitudine, che all’ingratitudine.

Con il lavoro che svolge all’interno dello staff di Più che Puoi di Italo Pentimalli, le capita spesso di parlare con persone con le quali affronta questo tema.  

Silvia racconta che molte persone vivono una profonda delusione quando non ricevono gratitudine, in seguito ad un atto di gentilezza. Raccontano di situazioni in cui, dopo aver fatto qualcosa per qualcuno, non solo non ricevono un ringraziamento, ma si trovano anche davanti ad ostilità.

Secondo Silvia, questa dinamica non è affatto superficiale, al contrario rivela dei meccanismi psicologici profondi che coinvolgono sia chi offre un gesto di gentilezza (benefattore) e sia la persona che la riceve (beneficiato).

Anche tu, probabilmente avrai vissuto almeno una volta nella vita una esperienza del genere. Ti sarà infatti capitato di fare qualcosa per qualcuno e di aspettarti almeno un minimo di riconoscenza, un semplice grazie, e invece, ti sei ritrovato a non ricevere alcun ringraziamento, ma solo indifferenza, e nel peggiore dei casi, atteggiamenti negativi.

E’ anche piuttosto frequente che simili situazioni possano suscitare delusione e amarezza nei confronti della persona “ingrata”.

Ma cosa si nasconde davvero dietro questi comportamenti?

Ti anticipo una riflessione che potrebbe sorprenderti e, forse, essere difficile da accettare: è sbagliato definire “ingrato” chi ti delude o ti ferisce (le virgolette infatti non le ho messe a caso).

So che questa affermazione può sembrare contro intuitiva, ma lascia che ti spieghi più in dettaglio i comportamenti sia del beneficiario che del beneficiato.

Silvia a proposito di quest’ultimo riporta una definizione della Dott.ssa Maria Rita Parsi, psicologa psicoterapeuta, docente e saggista e scrittrice, secondo la quale ciò che avviene in queste situazioni è legato a quella che in psicologia viene chiamata “Sindrome rancorosa del beneficiato”.

Ma che significa esattamente?

Si tratta di un meccanismo subconscio per chi riceve qualcosa da qualcun altro; invece di riconoscere con gratitudine il dono ricevuto, si pone in una condizione di ostilità e rancore verso la persona benevola. Quest’ultima non può che rimanere sorpresa e amareggiata dal comportamento anomalo e le sarà difficile capire cosa sia avvenuto per far emergere aggressività, piuttosto che gratitudine, per l’azione fatta.

Entrambi gli atteggiamenti nascondono alcune dinamiche inconscie.

In questa lezione voglio concentrami sul cosa accade a chi si ritrova deluso da un atteggiamento di ingratitudine (beneficiario).

Molte persone che offrono aiuto o fanno un gesto gentile si aspettano, (senza neanche rendersene effettivamente conto), qualcosa in cambio. Non sempre ciò che doniamo è infatti davvero incondizionato. Spesso, dietro le nostre azioni, si nascondono bisogni inconsci, come il desiderio di essere riconosciuti, apprezzati, amati o considerati importanti. Quando queste aspettative non vengono soddisfatte, ecco che scatta la delusione.

“Ho agito per il suo bene, ma neanche mi ha ringraziato…”

“Ho fatto tutto questo per lui/lei e si è anche arrabbiato/a…”  

“Mi faccio sempre sentire io, al contrario tu non fai nulla per noi…”

“L’ho aiutato e neanche mi ha ringraziato”

“Mi sono prodigato per lui/lei e si è anche offeso/a”…

Sono solo alcune pensieri e parole che spesso sentiamo dire o diciamo noi stessi e che riflettono questa dinamica.

Ti riconosci in queste situazioni?

Come possiamo evitare di rimanere delusi da persone “ingrate”?

Per saperlo Silvia fornisce alcune domande in modo da comprendere meglio le emozioni e motivazioni che ci spingono a fare atti di gentilezza:

  1. La gratitudine degli altri è qualcosa che riguarda veramente gli altri?
  2. Quando fai qualcosa per gli altri è proprio quello che vorresti fare, lo fai quindi con il cuore? 
  3. Compiere quelle azioni è qualcosa che ti fa stare bene davvero?
  4. Ti senti grato per l’opportunità di fare qualcosa per qualcuno o perché ti senti così più buono?
  5. Sei capace di dire di “no” quando non vuoi fare qualcosa per forza?
  6. I tuoi “si” di generosità sono sempre autentici?
  7. Sei sicuro di farlo incondizionatamente, senza aspettarti niente in cambio? O in cuor tuo conti sulla gratitudine degli altri?

So che rispondere a queste domande non è facile. Molte ci possono provocare qualche fastidio perché fanno emergere una parte di noi che magari non vogliamo né vedere, né accettare. Ferite di abbandono, rifiuto ecc.. da guarire.

Sono domande “scomode”, ma sono domande che servono per aumentare la nostra consapevolezza che alla fine può portare a qualcosa di importante per noi stessi: conoscere e amare veramente noi stessi.

Desidero concludere qui questa lezione, perché il tema trattato è particolarmente delicato, alcune certezze che abbiamo di noi stessi potrebbero sgretolarsi, e occorre tempo per elaborare tutto ciò.

Ti ringrazio per avermi seguito anche questa volta.

Desidero ringraziare la musa ispiratrice di questa lezione: Silvia Mazzucato.

Senza il suo contributo, non avrei potuto approfondire questo aspetto “spinoso” della gratitudine e scoprire quanto alcune mie azioni del passato fossero motivate da bisogni inconsci. Senza l’articolo di Silvia non avrei potuto parlarti di questo aspetto molto profondo che riguarda anche te.

Alla prossima lezione.

Naike

Il compito per questa lezione è: 

Rifletti sulle domande proposte e cerca di osservarti nei giorni a seguire. Quando riesci a fare del bene senza aspettative, in modo cioè incondizionato?

Hai sofferto qualche volta della Sindrome rancorosa del beneficiato? Se si, prova a chiederti il perché di questo comportamento. Cosa ti infastidisce? Perchè? Prova ad andare indietro nel tempo a quando eri bambino/a per ricordare qualche evento simile e cerca di ricordare cosa hai provato e perché.


Fonti:

Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n°14 – dicembre 2021.


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