Siamo stati, siamo e saremo


Eccoci alla lezione extra di questo mese.


Novembre è tradizionalmente dedicato alla commemorazione dei defunti, un periodo in cui il pensiero corre spontaneamente a chi ci ha preceduto e non è più fisicamente con noi.

Sicuramente anche tu, come la maggioranza delle persone adulte, hai vissuto almeno un evento nella vita, che ti ha messo in contatto con il tema della morte.

L’ argomento è legato alla pratica della gratitudine perchè la gratitudine per le persone che hanno fatto parte del nostro cammino è un autentico atto d’amore. Sono anime che ci hanno insegnato molto e che, consapevolmente o meno, hanno avuto un ruolo fondamentale nella nostra evoluzione.

Sulla morte, le religioni offrono diverse visioni: c’è chi parla di resurrezione, chi crede nella reincarnazione e chi, invece, ritiene che oltre la morte non ci sia nulla.

Per molto tempo io ho seguito gli insegnamenti della religione cattolica, pur facendo fatica a comprenderne fino in fondo il significato.

Cos’è la morte, cosa c’è dopo e cosa significa davvero resurrezione?, erano le domande che mi facevo.

Alcuni eventi personali, molto significativi nella mia vita, mi hanno spinto a cercare risposte più profonde. Testi e corsi dedicati al tema mi hanno aiutato a comprendere meglio ciò che potrebbe accadere quando la vita terrena giunge al termine.

Diversi studi scientifici che ho letto, hanno rafforzato in me la convinzione che, dopo ciò che chiamiamo “morte”, esista qualcos’altro.

Tra le testimonianze più significative ci sono le NDE (Near Death Experiences), cioè le esperienze di pre-morte, vissute da persone di ogni età, provenienza e cultura, che per un periodo sono state clinicamente morte o in coma e poi sono tornate alla vita. Le loro storie costituiscono una traccia concreta e affascinante sull’esistenza di un “oltre”.

Per approfondire l’argomento, ti suggerisco di visitare il sito NDE Italia.

Ma non solo: nel tempo ho avuto modo anche di avvicinarmi al concetto di reincarnazione. Particolarmente illuminante è stato ascoltare in un seminario, il punto di vista particolare di un sacerdote spagnolo, il gesuita Padre Mariano Ballester, che oltre a citare diversi studi scientifici, riportava le sue esperienze vissute in India, in Italia e in altre parti del mondo.

“Sappiate che da lassù fanno il tifo per voi!.”
Questa è stata la prima frase che ho sentito proferire dalla sua bocca. Nel corso del suo intervento ha spiegato cosa significhi morire secondo la sua straordinaria e non convenzionale visione e perché siamo su questa terra.

È stato un incontro che ha acceso in me nuove comprensioni e una maggiore consapevolezza sul senso della vita e della morte.

Ma non è tutto…

Ti è mai capitato di incontrare una persona per la prima volta o di arrivare in un luogo sconosciuto e provare una strana familiarità? 

Da una lezione della SdG sappiamo che non è casualità. Secondo molte tradizioni spirituali, questi riconoscimenti spontanei derivano da vite precedenti: la nostra anima ricorda.

Nasciamo sulla Terra perché, come anime, abbiamo una missione da compiere. La nostra evoluzione passa attraverso prove, esperienze, incontri ed eventi che – belli o difficili che siano – non accadono mai per caso. Fanno parte del nostro cammino di crescita.

Dopo aver ascoltato le testimonianze di Padre Mariano Ballester, ho iniziato a leggere altri libri sull’argomento. Così ho avuto modo di conoscere il pensiero del dottor Brian Weiss, psichiatra, psicoanalista, professore in importanti università americane, tra cui Yale, e ideatore della tecnica da lui denominata “ipnosi regressiva”.

Nel suo primo libro, consigliato dalla biblioteca della SdG e intitolato “Molte vite, molti maestri”, Weiss racconta il caso di una sua paziente, Catherine, che durante le sedute ipnotiche inizia a rievocare esperienze di vite passate. Lo psichiatra ha dichiarato di aver trovato poi riscontri documentali ai suoi racconti e, grazie a ciò, ha iniziato a credere nella sopravvivenza di aspetti della personalità, oltre la morte.

Sulla base delle migliaia di sessioni condotte, Weiss sostiene che molte fobie e disturbi della vita attuale affondano le radici in esperienze di vite precedenti. Una volta portate alla coscienza, queste memorie possono esercitare un effetto profondamente terapeutico.

Parlare di morte significa, inevitabilmente, parlare di vita. Le esperienze, gli studi e le testimonianze che ho incontrato lungo il mio percorso mi hanno mostrato che l’esistenza non si limita ai confini del corpo fisico.

Al di là delle proprie convinzioni e del proprio credo, esistono prove che dimostrano come siamo esseri in costante evoluzione, anime che attraversano epoche, luoghi e relazioni per imparare, crescere e riscoprire la propria vera essenza.

La consapevolezza che nulla finisce davvero, ma tutto si trasforma, (come conferma anche il primo principio della termodicamica e la legge valida in chimica, di Lavousier), porta con sé una grande serenità

Come indica il titolo di questa lezione extra della SdG: Siamo stati, siamo e saremo: questa è la forza misteriosa e meravigliosa del nostro cammino

Che ognuno di noi possa proseguire il proprio viaggio con il cuore aperto, la mente curiosa e l’anima fiduciosa. Perché, come diceva Padre Mariano Ballester, “da lassù fanno il tifo per noi” .

Rivolgiamo quindi gratitudine ai nostri predecessori, ma anche a chi siamo stati, a chi siamo e a chi diventeremo, perché tutto questo fa parte dell’evoluzione della nostra anima.

Questa lezione extra termina qui. Spero di averti trasmesso almeno un pizzico di curiosità su un argomento molto delicato e profondo.

Alla prossima!

Naike

Note:

Sull’argomento di questa lezione, ti consiglio la visione di un film del 1996, Il pianeta verde di Coline Serreau, che affronta il tema con grande efficacia. Il film è profondo, ma anche molto divertente, e dietro ogni sorriso si nasconde uno spunto di riflessione.


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