Benvenuto/a alla lezione numero 8 di questo percorso.
Nelle lezioni precedenti sono stati trattati alcuni aspetti della pratica della gratitudine. Una modalità per capire meglio, e approfondire la pratica, osservandola da varie angolazioni, mettendola sotto diverse luci.
Ti riporto quì come “riassunto delle puntate precedenti”, i titoli delle lezioni fatte:
La lezione di oggi ha invece come titolo “la gratitudine paragonata”,
Ho imparato questo termine leggendo un articolo scritto da Francesco Guerrieri, sulla rivista Heisenberg.
Cosa vuol dire questo termine?
Ti sarà capitato probabilmente di dire o sentir dire frasi del tipo:
“Sono grato/a perché rispetto a quella persona io sono/ho …”
Questa modalità di essere grati viene definita come gratitudine paragonata perché contiene al suo interno un paragone, ed è una forma di gratitudine che Francesco definisce come una trappola che se la si prova, non fa ottenere alcun cambiamento.
Il motivo?
Questo tipo di gratitudine porta a vivere al posto della persona considerata.
Come se chi prova gratitudine stesse vivendo la vita di un altro, sperimentando riconoscenza al suo posto.
La gratitudine praticata in questo modo può essere definita anche “artefatta”, poiché si prova gratitudine per qualcosa di irreale, che non corrisponde a quella specifica persona o a quella cosa.
La gratitudine vera e sana è invece interiore, non dipende da ciò che c’è all’esterno di noi.
Cambiando il modo di esprimerci, iniziando a far emergere ciò che sentiamo dentro, inclusa la gratitudine, e non in base a ciò che accade intorno a noi, riusciamo a far emergere ciò che davvero abbiamo nel profondo.
“Non puoi dare ciò che non hai”, scrive infatti a tal proposito Francesco Guerrieri nel suo articolo.
Mi piace riportarti l’ esempio bellissimo che usa lui nell’articolo, per capire il concetto:
Se viene da te una bambina a chiederti due matite colorate e tu ne hai solo una, quanto ne puoi dare? Un sola, ovviamente, perché un’altra non ce l’hai.
Così è per la gratitudine. Se non ce l’hai dentro, cioè non la provi, non potrai mai darla fuori.
Solo se provi gratitudine al 100%, puoi esprimerla all’estreno al 100%.
Un altro aspetto sulla gratitudine che Francesco delinea è quella che la collega ad un impermeabile. “La gratitudine porta sempre l’impermeabile e si fa scivolare addosso ogni cosa, la gratitudine del cuore, quella pura non razionale” e continua con un altro bellissimo aspetto: “la gratitudine non ha bisogno di peso e ti chiede di essere leggera, di essere serena”.
Molto spesso non riusciamo ad essere grati, a praticare la gratitudine, perché siamo presi dai mille impegni quotidiani che ci occupano il nostro tempo.
Francesco a questo punto suggerisce di pensare al principale effetto che ha la pratica della gratitudine e cioè l’effetto benefico (comprovato anche dalla scienza).
Francesco definisce questo effetto anche con un termine economico/finanziario: “compounding” che sta ad indicare la tendenza di crescita nel tempo non è proporzionale al suo beneficio, ma è molto più elevata rispetto alla misura in cui la si pratica.
Purtroppo non sempre la gratitudine richiama altra gratitudine e questo può far desistere dal metterla in pratica. Si tratta però di programmazioni mentali spesso inconsce, che abbiamo e che ci portano a reagire male, se non riceviamo allo stesso modo gratitudine.
Cosa fare a questo punto?
Cercare di cambiare le nostre programmazioni sbagliate, che ci portano a peggiorare e non migliorare.
Per farlo bisogna praticare la gratitudine (profonda).
Si chiama infatti pratica della gratitudine, perché l’atto del ringraziare deve diventare una pratica, fatta ogni giorno dal cuore e con il cuore. Con il tempo arriverà il già citato effetto “compounding”, perché come un tasto in automatico verrà azionata dentro di te la gratitudine incondizionata.
Ed è proprio allora che si manifesterà la magia: sentirai un’ energia bellissima, e ti sentirai meglio, perché i tuoi pensieri emetteranno onde vibrazionionali alte.
Concludo questa lezione con una frase di Francesco:
“Non aspettare la gratitudine dall’esterno, ma pratica dall’interno. Indossa l’impermeabile della gratitudine!”
Alla prossima lezione.
Naike
Il compito per oggi, fino alla prossima lezione è:
Scrivi di getto, senza pensarci troppo, 5 ringraziamenti che ti vengono subito in mente e analizza se all’interno di questi ci sono esempi di gratitudine paragonata. Se ci sono, trasformali in esempi di gratitudine interiore.
Ogni volta che ti capita di ringraziare, nota se anche tu hai l’abitudine di ringraziare paragonandoti a qualcosa/qualcuno.
Fonti:
- Heisenberg – La rivista ufficiale del Cervello Quantico- n° 14 – dicembre 2021.
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